Introduzione
Una domanda molto frequente quando si è vittime di un mancato pagamento è: posso denunciare un cliente che non paga le fatture o i corrispettivi pattuiti?
La risposta dipende dalla natura del comportamento del debitore: se si tratta solo di un illecito civile o se vi sono gli estremi per configurare un reato.
In questo articolo, analizzeremo cosa fare contro un cliente che non paga, distinguendo tra responsabilità civile e penale, e quando è possibile intraprendere un’azione penale.
Il mancato pagamento è di norma un mero illecito civile
In generale, il mancato pagamento di un servizio o di una merce configura un illecito civile, non un illecito penale. Questo significa che, in assenza di comportamenti fraudolenti o di altre circostanze specifiche, non è possibile denunciare il cliente che non paga i nostri corrispettivi.
In questi casi, l’unico rimedio disponibile è un’azione civile di recupero crediti. Si tratta di una procedura che richiede normalmente l’assistenza di un avvocato e che può includere strumenti come la diffida di pagamento e il decreto ingiuntivo.
Cosa fare contro il cliente che non paga
Se ti trovi di fronte a una persona che non ti ha pagato, la prima cosa da capire è se il suo comportamento configuri solo un illecito civile o se vi siano gli estremi per un’azione penale.
La distinzione è fondamentale, perché solo in presenza di determinati comportamenti fraudolenti è possibile intraprendere un’azione penale.
Se il pagamento non avviene: i rimedi civili
Il mancato pagamento di un servizio o merce, quindi, di per sé non costituisce reato.
In tal caso, il creditore potrà quindi avvalersi dei seguenti ordinari strumenti per recuperare quanto dovuto:
diffida di pagamento
Prima di agire legalmente, è utile inviare una diffida al debitore, chiedendo formalmente di saldare il debito. Questa è una richiesta scritta che sollecita il pagamento entro un termine specifico, senza la necessità di avviare subito un procedimento giudiziario.
decreto ingiuntivo
Se disponi di una prova scritta del debito (ad esempio un contratto, una fattura o una mail), puoi richiedere un decreto ingiuntivo al giudice. Si tratta di un ordine di pagamento che il debitore deve rispettare entro un termine massimo di 40 giorni dalla notifica. In caso contrario, puoi procedere al pignoramento dei suoi beni.
Se non disponi invece di una prova scritta, dovrai intentare una causa ordinaria, che richiede tempi più lunghi e costi più elevati, ma che può comunque portare a una sentenza di condanna a tuo favore.
Quando si può denunciare il cliente che non paga?
Le circostanze cambiano se vi sono, in particolare, elementi di frode che si aggiungono a uno stato di insolvenza. In presenza di comportamenti fraudolenti, come il tentativo di nascondere la propria insolvenza (ad esempio, fingendo di avere capacità economiche che in realtà non ci sono), il comportamento in questione può configurare anche un reato. In questi casi, sarà possibile procedere con una denuncia-querela.
Un esempio tipico di comportamento fraudolento è quello di chi contrae un debito fingendo di essere in grado di adempiere, pur sapendo di non poterlo fare, come nel caso di chi presenta documenti falsi (ad esempio una busta paga finta) per ingannare il creditore.
L'insolvenza fraudolenta: quando l'inadempimento diventa reato
L’insolvenza, da sola, non è quindi reato, ma può configurarlo se accompagnata da comportamenti fraudolenti. In particolare, l’art. 641 del Codice penale punisce chi contrae un’obbligazione dissimulando il proprio stato di insolvenza con l’intenzione di non adempiere. In questo caso, il reato di insolvenza fraudolenta si configura se il debitore, pur sapendo di non poter pagare, accetta l’obbligo, con l’intenzione di non onorarlo.
L’elemento fondamentale per configurare questo reato è la volontà dolosa di non adempiere il debito, ossia l’intenzione del debitore di non pagare sin dal momento in cui ha assunto l’obbligazione.
Questo reato può essere punito con la reclusione fino a due anni o con una multa fino a 516 euro. Inoltre, l’obbligazione deve essere soddisfatta prima della condanna per estinguere il reato.
Le varie forme di bancarotta: tra i più gravi reati nell'ambito dell'attività di impresa
Nel contesto delle imprese, l’insolvenza può dar luogo a reati ben più gravi di quello previsto dall’art. 641 c.p., come la bancarotta.
Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede in particolare diverse fattispecie di bancarotta (semplice o fraudolenta), vediamo di seguito i principali tipi di bancarotta.
Bancarotta fraudolenta patrimoniale
Si verifica quando l’imprenditore occulta o distrugge beni, documenti contabili o prove della sua attività al fine di nascondere il suo reale stato patrimoniale. L’obiettivo è rendere più difficile per i creditori esercitare le loro azioni di recupero.
Bancarotta fraudolenta documentale
Si configura quando l’imprenditore occulta o falsifica i libri contabili o altre documentazioni relative all’impresa. Questo impedisce ai creditori di conoscere la reale situazione economica e patrimoniale dell’azienda, alterando così la possibilità di fare una valutazione corretta.
Bancarotta fraudolenta preferenziale
Si verifica quando l’imprenditore, consapevole della propria insolvenza, favorisce determinati creditori a discapito di altri, attraverso pagamenti selettivi, privilegiando chi ha legami particolari con lui.
Bancarotta semplice
Si verifica quando l’imprenditore, pur essendo in stato di insolvenza, non adotta tutte le misure necessarie per evitare il fallimento o non fa fronte ai debiti in modo tempestivo, mostrando negligenza, imprudenza o imperizia nella gestione dell’impresa.
I reati di bancarotta sono puniti severamente, con pene che possono arrivare fino a 10 anni di reclusione, a seconda della gravità del comportamento.
Conclusioni
In conclusione, l’insolvenza di per sé non costituisce reato, ma quando è accompagnata da comportamenti fraudolenti – o, nel caso della bancarotta semplice, da negligenza, imprudenza o imperizia nella gestione d’impresa – può comportare gravi conseguenze penali. È fondamentale che i creditori comprendano questa distinzione per poter agire correttamente nella difesa dei propri diritti.
Se necessiti di assistenza su temi legati alla responsabilità penale per insolvenza, o se hai bisogno di consulenza legale riguardo alle azioni da intraprendere contro il mancato pagamento, a comportamenti fraudolenti o a tematiche di bancarotta, non esitare a contattare lo Studio Penale D’Orlando. Siamo pronti ad assisterti con la massima professionalità, competenza e specializzazione, per tutelare al meglio i tuoi diritti.